KRISTINA CALVI

I disturbi del comportamento alimentare generalmente compaiono tra i 13 e i 18 anni, ma ci sono situazioni in cui si possono presentare sia in età precoci che tardive (30 anni). Nella grande maggioranza, tali disturbi colpiscono la popolazione femminile, anche se recentemente sono in aumento i casi di sesso maschile.
Assumere un corretto stile di vita, che ponga attenzione ad un'alimentazione sana e un'attività fisica regolare, risulta di fondamentale importanza per la tutela della salute in generale. Inoltre, un giusto rapporto col cibo è importante per uno sviluppo psico-fisico equilibrato. Vi sono specifici momenti dell'esistenza dell'individuo,come per esempio l'adolescenza, nei quali il cibo diventa strumento per esprimere disagi e malessere psicologico. Nei comportamenti alimentari disfunzionali,il cibo non ha più la funzione di nutrimento,ma diventa una modalità per esprimere conflitti, tensioni familiari e il bisogno di controllo della propria immagine. I disturbi alimentari sono un modo per esprimere sofferenze e paure. Le cause possono essere dovute a perdite affettive importanti, abbandoni, abusi e traumi infantili. Il cibo diventa un mezzo autoconsolatorio per anestetizzare il dolore e non pensare. È importante non scambiare queste condizioni per disturbi dell’appetito, inquadrandole invece come disagi psicologici profondi. Attraverso il cibo (ingerito o espulso) viene espresso sempre un incolmabile bisogno: la fame d’amore.

Anoressia e bulimia
“L'anoressia e la bulimia sono il sintomo tangibile di un dolore che non si vede, di un disagio psicologico lungamente incubato, segno di una crepa nella memoria o nella vita familiare. La persona anoressica e la persona bulimica sono come il gatto dei cartoni animati che, inseguito dal grosso cane del quartiere, si arrampica velocemente in cima ad un albero, per cercare il rifugio e la protezione che non saprebbe trovare altrove. Da lassù guarda con sufficienza e sollievo ciò che dal basso lo minaccia. Da lassù è sicuro di avere un controllo totale, a 360 gradi, del mondo sottostante. In più, se scendesse, dovrebbe anche fare i conti con ciò da cui si era messo al riparo” (Fabiola De Clercq -1998- Fame d'Amore, Rizzoli).

Cos’è l’anoressia nervosa?
L’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare, caratterizzato da una restrizione dell’alimentazione dovuta ad un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme corporee, che si esprime in una continua e ossessiva paura di ingrassare e nella ricerca della magrezza. I pensieri nei riguardi del cibo e del suo controllo divengono così fortemente presenti nella mente, da assumere la forma di una sorta di rimuginazione instancabile che non lascia spazio ad altro.
L’età di esordio prevalente dell’anoressia nervosa si situa fra i 13 e i 19 anni, ma spesso intercorrono tempi troppo lunghi tra il momento dell’esordio reale e del primo intervento, a causa del rifiuto di riconoscere il problema.
Sono stati individuati fattori predisponenti e fattori precipitanti l’esordio dell’anoressia nervosa. Tra i fattori predisponenti, troviamo: Sesso femminile; Perfezionismo; Desiderio di compiacere gli altri; Difficoltà nel comunicare le emozioni negative; Difficoltà nel risolvere i conflitti. I fattori precipitanti, invece, includono: Paura di crescere, spesso collegata allo sviluppo sessuale; Desiderio di rifugiarsi nella infanzia; Conflitti per la indipendenza; Conflitti per l’autonomia; Conflitti d’identità.



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